I robot parlano la lingua dei ragazzi

LA ROMECUP VISTA DALL'AGENZIA ANSA. L'INTERVISTA ALL'ASSESSORE GIANLUIGI DE PALO

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Pinocchio, scorpioni, fate turchine, lottatori di sumo e maestri del cubo di Rubik: i robot realizzati dalle tante scuole presenti alla RomeCup sembrano non avere limiti di fantasia e parlano sempre più il linguaggio dei ragazzi. Nell'attesa dei primi verdetti delle gare appena iniziate tra le 71 squadre, i protagonisti sono i ragazzi autori dei tanti robot presenti nell'area espositiva.

"Colpisce vedere i giovani delle scuole che spiegano i loro progetti ai ragazzi più piccoli, - ha commentato Gianluigi De Palo, assessore alla Famiglia, educazione e giovani del comune di Roma. - E' interessante notare come molti dei prototipi realizzati siano pensati per una vera utilità, al servizio dell'uomo".

Sono gli stessi ragazzi a spiegare ai tantissimi venuti in visita i loro stessi progetti robotici, come i ragazzi della scuola media Don Milani di Latina che hanno realizzato le versioni robotiche dei personaggi della favola di Pinocchio: la balena meccanica che apre la bocca o la fata turchina con una bacchetta 'magica', che come spiega Andrea uno ragazzo della terza media, "sono tutti controllabili con qualsiasi smartphone".

Bambini di soli 5 anni sono invece i protagonisti di alcuni progetti dell'Università Politecnica delle Marche che hanno portato la robotica come materia di studio 'in pagella' già nelle prime elementari dell'istituto romano Aldo Moro dove "in prima imparano i primi concetti di logica, - ha spiegato David
Scarozzi, ricercatore della facoltà di Ingegneria, - mettono in pratica quello che apprendono nelle altre materie, come italiano e inglese li aiutano per scrivere la programmazione o manuali tecnici per spiegare i progetti agli altri ragazzi".