Robotica delle emozioni

Raggiunto al telefono da Fiammetta Castagnini, il ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche Gianluca Baldassarre, coordinatore del Laboratorio di Computational Embodied Neurosciences (LOCEN) dell'Istituto di Science e Tecnologie della Cognizione (ISTC), la scorsa settimana ci ha raccontato alcune delle novità che porteranno alla RomeCup 2018, dove saranno presenti con uno stand [vedi la notizia Robot che si prendono cura] e nell'animazione dei laboratori per le scuole.

 

Oggi Gianluca Baldassare ci spiega cosa succede nel laboratorio dedicato alle scuole "How to design emotional social robot", che approfondisce gli aspetti cognitivi-emozionali della robotica.

 

Ascolta "RomeCup 2018, il laboratorio CNR per le scuole" su Spreaker.

 

Le emozioni sono al centro del progetto +Me, sempre realizzato dal CNR. È un dispositivo sperimentale interattivo, disegnato per la terapia dei Disturbi dello spettro autistico (DSA), e più in generale per i Disturbi generalizzati dello sviluppo (DGS). Lo scopo è favorire, rafforzare e supportare lo sviluppo delle abilità sociali di base come il contatto occhi-viso (“eye-contact”), le richieste di scambio interpersonale (“social referencing”), l’attenzione condivisa (“joint-attention”). Il +me è un piccolo robot “morbido” a forma di animale, che potenzialmente può motivare i bambini con DSA a interagire col terapista durante le attività riabilitative.

 

Il prototipo si presenta come un morbido panda, con grandi occhi e quattro zampe. Forma e consistenza son pensate per suscitare un attaccamento emozionale, attraverso un contatto fisico rassicurante e confortevole. Quando il bambino accarezza il +me sulle zampe, questo emette luci colorate e brevi suoni o musiche, a seconda del sito di contatto. Suoni e luci sono stimoli generalmente molto gratificanti per i bambini, e son in grado di catturare la loro attenzione.